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Ruolo del farmacista e integrazione: intervista al Dr. Edoardo Pierini

Abbiamo raggiunto il gentile Dottor Pierini della farmacia Pierini di Livorno per un’interessante intervista nella quale abbiamo discusso del fondamentale ruolo del farmacista nei confronti del consumatore e, naturalmente, di alimentazione e integrazione.

  • Partiamo dal ruolo del farmacista: molti non inquadrano questa figura solo dal punto di vista commerciale ma sopratutto da quello professionale. La quasi totalità dei clienti si affida ai consigli del suo farmacista. In più in farmacia da tempo si possono fare anche controlli specialistici, dunque la farmacia è diventata anche un punto d’ascolto. Secondo lei come dovrebbe essere vista la sua figura? Cosa deve garantire un buon farmacista ai suoi clienti?
  • “La farmacia ha sempre avuto un ruolo strategicamente molto importante nell’espletamento del servizio farmaceutico ai cittadini. Laddove si trova un farmacista professionalmente preparato e capace, le persone riescono a ritrovare risposte, informazioni corrette e indicazioni fondamentali. La professionalità dovuta al corso di laurea ed ai continui aggiornamenti garantiscono ai cittadini la sicurezza di ricevere sempre una risposta concreta ai loro problemi.”
  • E’ ovvio che con l’emergenza sanitaria del Coronavirus molti hanno sentito l’esigenza di sostenere il proprio sistema immunitario. In questo l’integrazione alimentare, un sano stile di vita ed una corretta alimentazione giocano un ruolo fondamentale. Quali sono secondo lei gli integratori più adatti per sostenere il sistema immunitario?
  • “Il sistema immunitario è un sistema complesso che risente di molte variabili. Sicuramente uno stile di vita sano, quindi fare regolare attività sportiva, non fumare, evitare lo stress, dormire almeno 8 ore al giorno, insieme ad una alimentazione altrettanto sana prediligendo cibi non raffinati e contenuti nell’apporto calorico anche avvalendosi di integratori di alta qualità, favoriscono l’efficienza del sistema immunitario. Per rafforzarlo ulteriormente ci sono vari integratori di origine naturale come l’uncaria, l’echinacea, il sambuco, la vitamina C e lo zinco.”
  • Che caratteristiche deve avere un integratore alimentare per garantire il risultato desiderato?
  • “La qualità della materia prima direi che sia di assoluta importanza. La aziende che producono integratori di qualità devono essere sempre in grado di garantire la qualità delle materie prime e garantire che vengano rispettate le norme di buona preparazione in ogni fase della produzione fino al prodotto finito posto in commercio. E’ poi importante riferirsi a evidenze scientifiche ben documentate che provino la reale efficacia dell’integratore senza le quali non si possono avere benefici.”
  • Cosa cerca, oggi, chi acquista un integratore alimentare?
  • “Spesso capita che chi compra un integratore alimentare cerchi di risolvere piccole problematiche senza dover per forza utilizzare farmaci veri e propri. Nello sport invece vengono per lo più utilizzati per le loro proprietà ergogeniche, ossia per migliorare le performance fisiche. “
  • Perché ha scelto di tenere e proporre ai clienti i prodotti Inkospor?
  • “Inkospor garantisce al consumatore la qualità. I certificati che accompagnano i loro prodotti spesso convincono gli acquirenti un po’ più timorosi ad utilizzare gli integratori Inkospor piuttosto che altre marche. Ma il successo deriva dai fatti: chi utilizza i prodotti con marchio Inkospor rimane sempre molto soddisfatto e non cambia più azienda produttrice. A noi venditori invece rimane la consapevolezza di aver consigliato integratori di alta qualità e di aver risposto in modo efficace alle necessità del cliente.”

Stanchezza fisica e mentale: l’integrazione alimentare allontana i cali di energie

Durante la stagione più calda può capitare di sentirsi spossati e senza energie: alte temperature, umidità e un ritmo biochimico più intenso possono causare stanchezza fisica e mentale.

In estate il nostro organismo deve far fronte ad una serie di strategie per sostenere il fisico durante le giornate più afose. Prima di tutto deve termoregolarsi per mantenere una temperatura interna di circa 36-37°C; In questo stato il corpo può svolgere in modo ottimale quelle reazioni biochimiche e quei meccanismi fisiologici che sono essenziali per mantenere il benessere. Per rendere possibile questa temperatura l’organismo lavora affinché i vasi sanguigni si dilatino, azione che permette una maggiore dispersione del calore interno, riducendo così la pressione arteriosa. Proprio l’abbassamento della pressione è uno dei principali fattori che fa sentire spossati. Poi, come sappiamo, d’estate si suda di più, quindi si perde una maggiore percentuale d’acqua e sali minerali, elementi fondamentali per un organismo efficiente. Come fare dunque per evitare di ritrovarci in carenza di sali minerali e vitamine? Idratazione e integrazione di nutrienti sono la strada maestra per ritrovare energia e benessere.

Stanchezza fisica e mentale: alimentazione e integrazione

Una sana ed equilibrata alimentazione è un aspetto fondamentale per mantenere l’organismo in salute e per evitare spiacevoli disturbi. Quando si parla di alimentazione però ci si riferisce quasi esclusivamente a ciò che riguarda il cibo, ovvero cosa ingeriamo durante i pasti, quanto e quando. Poco spazio si dedica invece all’integrazione alimentare che rappresenta un valido supporto per l’organismo, non solo per chi pratica sport, ma anche per i non-sportivi e soprattutto durante la stagione estiva. Oltre a rimanere idratati e scegliere cibi che apportino nutrienti di qualità al corpo (preferendo come sempre frutta e verdura di stagione) bisogna però integrare alcune sostanze che non riescono a rientrare nell’organismo solo con l’alimentazione. L’aumento delle temperature, poi, provoca maggiore sudorazione, anche solo passeggiando, quindi maggiore perdita di elettroliti e minerali fondamentali per il funzionamento dell’organismo. Insomma l’organismo ha bisogno di essere reintegrato di vitamine e sali minerali per non andare in depressione e l’integrazione alimentare gioca un ruolo fondamentale per non andare incontro a carenze che causano disturbi, dolori, stanchezza e debilitazione.

Quali integratori Inkospor supportano in caso di stanchezza fisica e mentale?

Magnesium, Multivatimin e Mineral Light è il trio di integratori Inko indispensabili per l’estate, proprio per evitare di ritrovarsi in carenza di sostanze fondamentali per l’organismo. Questo tris di prodotti supportano il fisico, non solo degli sportivi, e sono consigliati in particolar modo a chi ha superato i 65 anni. Gli integratori alimentari, in terza età, sostengono in maniera adeguata un fisico che, con il tempo, ha esigenze differenti. Pensiamo al calcio, un minerale noto per la funziona ossea ma importante per molte attività biologiche. Nel soggetto anziano, a causa della riduzione dell’assorbimento dei micronutrienti, il fabbisogno aumenta e la sola alimentazione può non bastare. Un integratore come Mineral Light – dove il calcio è presente unito a maltodestrine, vitamine e minerali – diventa un ottimo supporto per il benessere del soggetto.

Con il trio di prodotti scelti da Inko combatti la stanchezza fisica e mentale!

Magnesium, Multivatim e Mineral Light sono i nostri tre assi estivi, adatti davvero a chiunque e che offrono un supporto a 360 gradi durante la stagione calda, una stagione che stressa il fisico in maniera molto importante, anche se non si fa attività sportiva ma si conduce una vita mediamente attiva. Il magnesio citrato contenuto nelle fiale Magnesium di Inko è un valido rimedio per evitare stanchezza fisica e mentale: questo minerale contribuisce alla normale funzione muscolare, alla normale sintesi proteica e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Inoltre interviene in diversi processi, ad esempio nella coagulazione sanguigna e nel metabolismo dei lipidi, delle proteine e dei glucidi e permette la produzione di energia, interviene nella formazione e crescita delle ossa, favorisce il mantenimento di un Ph sanguigno equilibrato, regola il ritmo cardiaco e ha un’azione vasodilatatrice.

Multivitamin in fiale, invece, è l’integratore alimentare che apporta 10 vitamine + 1 pro-vitamina, Zinco e Selenio per un integrazione mirata ad assorbimento veloce, particolarmente adatto per coprire i fabbisogni legati alla perdita di tali sostanze nutritive durante l’allenamento e le performance sportive ma anche in una semplice passeggiata estiva.

Uno spuntino buono e di qualità

Avere sempre a disposizione uno spuntino naturale, salutare, gustoso e pratico non è sempre semplice né tantomeno facile con i tempi che corrono: gli #alimenti, la #frutta fresca e la #verdura in particolare, sono sempre più poveri di #micronutrienti fondamentali, sempre più ricchi di #acqua ed #aria, grazie allo sfruttamento delle colture intensive, alla pochezza di elementi nei terreni coltivati ed alle lunghe conservazioni in celle frigorifere. Per non parlare della praticità: non abbiamo più tempo né pazienza per sbucciare un’arancia od una mela davanti al nostro PC.

Il termine #salutare poi sarebbe da bandire dall’80% dei banconi dei supermermarket che presentano snack vari, dolci o salati che siano.

Snack identificabili come SALUTARI dovrebbero contenere un quantitativo nullo di conservanti, date di scadenza relativamente brevi (diffidate dei prodotti che recano termini di scadenza troppo lontani, oltre i 15 – 18 mesi, dal momento in cui li acquistate), bassi o nulli contenuti di zuccheri raffinati e/o sciroppi ed apportare sempre un certo importante contenuto di alimenti effettivi e non le classiche “essenze di…”.

La soluzione per la tutela delle persone risiede nella creazione di una corretta #coscienzaalimentare, nella mente e nei costumi del consumatore.

Coscienza alimentare significa saper leggere un’etichetta di un prodotto e saper discernere tra macrodifferenze importanti per la #salute di chi consuma il tal alimento. Coscienza alimentare significa sapere che l’ordine in cui leggiamo gli ingredienti di un prodotto segue una scala decrescente in base alle loro quantità presenti nell’alimento. Coscienza alimentare significa saper riconoscere quando una quantità di #calorie è eccessiva o esigua per un semplice #rompidigiuno e se queste derivano maggiormente da #carboidrati semplici o complessi, #grassi saturi o insaturi oppure #proteine.

Lo spuntino ideale dovrebbe essere pratico, apportare da un minimo di 100 fino ad un massimo di 200 Kcal in relazione alle attività svolte durante la giornata, al piano alimentare seguito, al tipo di attività fisica svolta ed alle tempistiche tra un pasto e l’altro o tra lo spuntino ed una sessione di allenamento. Dovrebbe essere bilanciato in macronutrienti se si predilige una #dieta equilibrata, oppure più energetico, con carboidrati in più rispetto alle proteine se consumato prima di uno sforzo.

Per lo #sportivo la questione diventa ancora più specifica: si dovrebbero privilegiare fonti energetiche a medio-lento rilascio, in particolare in vista dell’impegno fisico, eliminando o controllando #zuccheri raffinati o frutti che rischiano di non essere assorbiti in tempo per l’#allenamento o, peggio ancora, generare malassorbimento e picchi glicemici indesiderati.

Dott. Casali Paolo

Farmacista /specialista Inkospor

Punteggio Chimico vs Valore biologico

Valore Biologico e punteggio chimico: proviamo a fare chiarezza con un esperto

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in una pubblicità di integratori, un po’ troppo semplicistica dal nostro punto di vista. L’azienda in questione mette in evidenza solo alcuni valori dei propri prodotti, non fornendo informazioni complete per il consumatore.

È sempre più necessario fare chiarezza tra la differenza tra valore biologico e punteggio chimico. Il valore biologico è un parametro di valutazione delle proteine plastiche introdotte nell’organismo con l’alimentazione. Il punteggio chimico è dato dal rapporto tra la quantità di un dato aminoacido essenziale in un grammo della proteina in esame e la quantità dello stesso aminoacido in un grammo della proteina di riferimento biologica (dell’uovo). Più è alto questo indice e maggiore sarà la percentuale di aminoacidi essenziali. 

Abbiamo chiesto al Dottor Paolo Casali di aiutarci fare chiarezza sull’argomento; qui sotto il suo commento.

Valore biologico e punteggio chimico, la parola del Dottor Casali

Fare chiarezza sui messaggi ingannevoli che vengono passati al consumatore è sempre più necessario per far sì che le persone utilizzino con coscienza critica ed in modo proficuo alimenti ed integratori alimentari che possono avere un effetto benefico per la propria salute e performance fisica.

Comunicare ad esempio, in modo ambiguo, che la presenza di diverse fonti di proteine in un integratore favorisca l’aumento del Valore Biologico del prodotto, genera confusione nei consumatori meno esperti. Cosi come parlare di proteine facilmente assimilabili, di valori biologici elevati, utilizzando amminoacidi che al contrario non si assorbono completamente dal nostro organismo.      

In primis, ci ripetiamo, il Valore Biologico non è il dato di riferimento migliore da considerare per conoscere la qualità proteica, bensì il Punteggio Chimico, calcolato sulla base del profilo amminoacidico riportato in etichetta. Successivamente occorre precisare anche che non è detto che fonti di proteine diverse siano per forza più efficaci rispetto ad un’unica fonte: queste infatti devono poter essere complementari, facendo aumentare le concentrazioni di Amminoacidi limitanti, altrimenti non ha senso usarne di diverse se poi il potere nutritivo rimane basso. In fine, come possiamo parlare di miglior assorbimento quando utilizziamo formule chimiche non efficaci? Ad esempio usare Amminoacidi destrogiro invece che i più assimilabili levogiro? 

Questi come tantissimi altri sono solo alcuni esempi di messaggi equivoci e spesso troppo semplificati in materie importanti che ricadono sulla valutazione dei prodotti da parte di chi li acquista. 

Dott. Casali Paolo, Farmacista e Personal Trainer

Prova il calcolatore delle proteine

Calcolatore di proteine
Calcolatore di proteine

Al fine di informare il consumatore, ma non solo, abbiamo creato sul sito di Inkospor Italia una sezione dedicata al calcolo delle proteine, utilizzando il calcolatore sviluppato dalla nostra casa madre Nutrichem Diät+Pharma GmbH sulla base della proteina di riferimento, che può essere usato per qualsiasi polvere proteica.

Prova adesso il calcolatore di proteine!

I prodotti Inkospor al fianco di Maurizio Gerini nel Rally della Transanatolia

Proseguono le avventure esaltanti di Maurizio Gerini, pilota di rally e brand-ambassador dell’azienda Inkospor.

Dopo la partecipazione, in gennaio, della Dakar 2019, il rallysta d’Imperia è attualmente impegnato, in sella alla sua moto, nel Rally della Transanatolia, durissima manifestazione che si tiene, ormai da un decennio, in Turchia. 

Su un tracciato che parte dai territori ad ovest del Mar Nero per finire nel sud-est dell’Anatolia, Gerini sta gareggiando tra le bellezze naturalistiche dell’antico impero Ottamano ed i villaggi remoti della Turchia più caratteristica. 

Anche in questa occasione, al fianco del pilota ligure, ci sono sempre i prodotti Inkospor: “Per questa gara – spiega Gerini – utilizzo in primis le barrette energetiche che sono un prezioso alleato contro la fame”.

Gerini utilizza anche i sali minerali Inkospor “perché – dice – con le temperature elevatissime, la sudorazione è ai massimi livelli e dunque, per non perdere lucidità nella guida, diventa fondamentale idratarsi nel modo più corretto”. 

Il pilota italiano inoltre affronterà un programma di gare a partire dal prossimo mese di settembre dal 21 al 27 al PANAFRICA RALLY mentre il 09 ottobre al  RALLYE DU MAROC.

Tutto questo come avvicinamento e  preparazione alla sua 3^ avventura quella Dakar 2020.

Eleonora Corradini: “La vittoria di Berlino resterà nel mio cuore”

Un’impresa straordinaria. Ci sono pochi altri modi per descrivere ciò che ha fatto Eleonora Rachele Corradini, lo scorso 17 agosto lungo le strade di Berlino. L’ultramaratoneta, tesserata per la società Impossible Target, ha infatti vinto la 100 Meilen Berlin, competizione che si snoda lungo le strade che costeggiano il muro di Berlino, lungo una distanza di 100 miglia, ovvero circa 160km. La Corradini è stata autrice di una prestazione superba: ha tagliato il traguardo come prima donna in 15h22’42’’, tempo che è valso anche la terza posizione nella classifica assoluta, oltre che il primato della gara al femminile.

A distanza di alcuni giorni da questo incredibile successo, Eleonora ha risposto alle domande di Sportface.it

Eleonora, ancora complimenti. Raccontaci la gara, in modo particolare, quando hai capito che potevi vincere?

“Grazie. Sono molto felice. E’ stata una gioia difficilmente descrivibile a parole. Diciamo che ho capito veramente di poter vincere intorno al km 130. Ero in testa già da parecchio tempo, circa dal km 30, però in queste gare può succedere di tutto, le situazioni cambiano velocemente. E’ sufficiente infatti un problema fisico per andare in difficoltà e perdere la posizione, anche se il vantaggio può sembrare talvolta consistente. Al km 130 mi sentivo ancora bene, avevo buone sensazioni e non pretendendo nulla di più dal mio fisico rispetto a quello che mi stava dando fino a quel momento, mi sono resa conto che potevo arrivare al traguardo”.

Hai avuto dei momenti di crisi, come si dice in gergo?

“Posso dire di no. Ho affrontato la competizione in maniera molto serena, a partire dai giorni precedenti. Ero mentalmente libera e questo mi ha aiutata a raggiungere e mantenere un giusto equilibrio psico-fisico durante la corsa. Ho gareggiato senza pensare ai km successivi, a quanto mancasse ed alla fatica che si farebbe fatta sentire con il trascorrere del tempo. Mi sono veramente goduta una manifestazione che resterà per sempre nel mio cuore”.

Che cosa hai pensato mentre ti avvicinavi al traguardo?

“Quando stavo per terminare la gara, ho pensato “Perché proprio io?” e poi ancora “Ma come ho fatto?”. Ero felice, felicissima. Appena dopo l’arrivo mi sono sdraiata sul prato ed ho chiamato i miei famigliari, con cui condivido sempre i momenti più importanti”.

Ad Ottobre ti aspetta il Mondiale della 24 Ore.

“Sì. Questo è l’impegno certamente più importante. Si correrà ad Albi in Francia ed avrò l’onore di indossare la maglia azzurra”.

Hai già in mente un obiettivo per questa gara?

“Certamente darò il meglio di me stessa, come è naturale fare quando si gareggia con i colori della Nazionale. Non ho però ancora fissato con precisione l’obiettivo, lo vedremo nelle prossime settimane insieme alla mia allenatrice ed al team che mi segue. Nel frattempo continuerò a macinaretanti chilometri, come ho fatto fino ad oggi”.

Facciamo un passo indietro. Quando hai iniziato a correre?

“Ho iniziato nel 2013, ma mi sono avvicinata al mondo nelle ultra solamente 3 anni più tardi. Le lunghe distanze mi hanno cambiata profondamente, permettendo di conoscere a fondo me stessa. In questi anni la mia vita ha subito diversi cambiamenti, ma la corsa è sempre stata un punto fermo. Ogni volta in cui ho bisogno di pensare, trovare serenità, stare in pace, ho la soluzione pronta: esco a correre”.

Veramente una bella immagine. Quando hai scoperto di poter anche eccellere i questa disciplina?

“Durante la mia prima 100km del Passatore. Nonostante la preparazione non fosse stata perfetta, mi sono ritrovata al traguardo senza fatica, senza alcun momento di crisi ed anche con un ottimo tempo. Lì ho capito che la mia passione per le lunghe distanze poteva diventare anche il mio sport”.

Correre a lungo richiede tempo e sacrificio. Come coniughi li allenamenti con la tua vita lavorativa?

“Lavoro nel Marketing di UYN (Unleash Your Nature), un’azienda che produce abbigliamento tecnico sportivo ad Asola, nel mantovano. Riesco quindi ad unire il lavoro e la mia passione per la corsa: questo è indubbiamente un grande vantaggio, che rende meno pesanti gli impegni da affrontare. Mi organizzo ovviamente in base al lavoro, che rappresenta la priorità, ma non rinuncio mai agli allenamenti che sono quasi quotidiani. Dopo tutto, ci sono diversi momenti in cui si può correre: la mattina presto, la pausa pranzo, oppure anche la sera”.

Dal punto di vista dell’alimentazione come ti comporti?

“Nella vita quotidiana mangio in maniera regolare. Per scelta non mangio carne, ma per il resto faccio pasti regolari, senza rinunce folli. Ovviamente in prossimità delle gare evito gli alcolici e cerco di alimentarmi in maniera sana”.

Fai ricorso ad integratori?

“Utilizzo, sia in gara che fuori, i prodotti della Inkospor, con cui mi trovo molto bene. Durante la gara assumo dei gel ogni 12-13km e maltodestrine diluite in acqua. Oltre agli integratori, durante le gare assumo anche del cibo, che secondo me è imprescindibile per affrontare delle competizioni così lunghe. A Berlino ho mangiato soprattutto banane e biscottini vegani presenti ai ristori”.

E il giorno dopo la gara?

“Il giorno dopo la gara mangio tutto il possibile (ride, nrd). E’ il mio premio: mi concedo tutto quello di cui ho voglia”.

Le gare più belle a cui hai partecipato?

“Ne ho corse tante, difficile dire quelle che sono rimaste più impresse, perché ciascuna lascia qualcosa dentro. Dovendone citare alcune, direi certamente la Nove Colli Running, lunga oltre 200km, la 100km di Asolo la 100km del Passatore ed ovviamente questa ultima a Berlino”

Che consigli ti senti di dare a chi vuole avvicinarsi al mondo delle lunghe distanze?

“Ascoltarsi sempre. Ascoltare ciò che hanno da dirci corpo e mente. Pr poter affrontare queste sfide, occorre trovare infatti un equilibrio perfetto”.

ISO 9001:2008 verso ——->>>>>>> FSSC 22000

Non badate alla scadenza della ISO , in quanto Nutrichem sta’ dirigendo le attività future verso una nuova e più completa certificazione, la FSSC 22000.

La nuova certificazione FSSC 22000 fornisce un quadro per gestire in modo efficace le responsabilità di sicurezza alimentare dell’organizzazione. FSSC 22000 è pienamente riconosciuto dalla Global Food Safety Initiative (GFSI) e si basa sugli standard ISO esistenti. Dimostra che la nostra azienda ha un robusto sistema di gestione della sicurezza alimentare in grado di soddisfare le esigenze di clienti e consumatori.
La missione di questo schema di certificazione è di fornire una piattaforma affidabile per l’assicurazione del marchio dall’industria al consumatore.

Informazioni utili:
FSSC 22000 – Standard per la sicurezza agroalimentare
Lo standard FSSC 22000 si rivolge in modo specifico ai produttori agroalimentari. Questo schema di certificazione aiuta a raggiungere gli standard di sicurezza agroalimentare nei processi produttivi lungo la catena di fornitura.
I vantaggi dello standard FSSC 22000

Lo schema di certificazione FSSC 22000 è la sintesi efficace di tre approcci:

  • un potente quadro di riferimento per il sistema di gestione specifico, integrato nel sistema di gestione generale dell’azienda e conforme ad altri standard come ISO 9001 e ISO 14001;
  • un’efficace metodologia di identificazione dei pericoli (hazard analysis) e gestione dei rischi basata sui principi HACCP, in grado di ottimizzare efficienza ed efficacia nell’ambito della sicurezza agroalimentare;
  • una guida dettagliata dei prerequisiti di programma, come richiesto dalla sezione ISO 22000 § 7.2 e per rispondere alle esigenze specifiche dei retailer relativamente alla due diligence e alle problematiche correlate.

A TUTELA DEL CONSUMATORE, INKOSPOR CERTIFICA I SUI PRODOTTI

La Nutrichem Diat+Pharma Gmbh, titolare del marchio Inkospor, è leader nel mondo della nutrizione clinica enterale e parenterale, dell’alimentazione dietetica e dell’integrazione alimentare.

Grazie a queste garanzie il consumatore può fare affidamento su prodotti che non nascono dall’improvvisazione, ma sono la sintesi di una lunga e scrupolosa attività di ricerca.

Sono oltre 40 anni che l’azienda lavora per creare prodotti in grado di assicurare benessere al consumatore ed elevati standard di performance agli atleti.

Un esempio su tutti: noi di Inkospor abbiamo sempre dichiarato nelle etichette il valore biologico delle nostre proteine. Oggi invece – come imposto, per le proteine in polvere, dalla WHO/FAO/UNU 2007 per la tutela del consumatore – ne dichiariamo il punteggio chimico.

Noi di Inkospor non siamo interessati a investire in pubblicità: non acquistiamo spazi sulle tv nazionali né ingaggiamo testimonial di grande appeal, come fanno altri marchi, desiderosi di distogliere l’attenzione dall’unico parametro fondamentale: la qualità dei prodotti.Al contrario, preferiamo investire nella ricerca, fornire ai consumatori informazioni precise, credibili e soprattutto documentate.

I nostri integratori Inkospor rispecchiano realmente quanto riportato sulle etichette: è sufficiente leggere gli ingredienti e i valori nutrizionali dei nostri prodotti per avere la garanzia della nostra qualità. La cosa che più ci interessa è garantire trasparenza al consumatore.

Vai al calcolatore delle proteine: fai click qui.

INKOSPOR SPONSOR TECNICO DELLA VAL DI FASSA RUNNING

La Val di Fassa Running 2019 rimarrà sicuramente negli annali. Mai in ventuno edizioni di questa competizione solamente due secondi hanno separato il primo e secondo classificato, dopo aver percorso 5 tappe con un tempo complessivo di 3 ore e 3 minuti, per complessivi 56 km e 2500 metri di dislivello. A trionfare sul traguardo dell’ultimo atto, il tappone dolomitico in cima all’Alpe di Lusia è stato il 26enne burundese Celestin Nihorimbere tesserato per l’Atletica Brugnera Friulintagli, mentre il piemontese di Saluzzo Simone Peyracchia, nipote di quel Massimo Galliano che di Val di Fassa Running ne ha vinte ben 4, si è dovuto arrendere per un’inezia: solo due secondi. Tanta la sua delusione, con il rammarico di essere caduto in ben due tappe, gettando al vento secondi che sarebbero risultati strategici, ma con la consapevolezza di aver dato il tutto per tutto. A Nihorimbere, in crisi sulle verticalità della montagna di Moena nell’ultima prova, va comunque dato atto che ha vinto le prime quattro tappe, sempre davanti a Peyracchia.
Chi invece ha fatto l’en plein, aggiudicandosi tutte e cinque le frazioni allestite dal Comitato Organizzatore diretto dall’energico Armando Mich, è stata la 24enne etiope, compagna di squadra di Nihorimbere, Addisalem Belay Tegegn che ha dimostrato di avere un valore decisamente superiore a tutte le avversarie che si sono dovute accontentare di lottare per i rimanenti gradini del podio. Per entrambi gli atleti africani si è trattata della seconda vittoria nella Val di Fassa Running, visto che la Tegegn si impose nel 2018 e Nihorimbere nel 2017.
Un’edizione da incorniciare per tanti aspetti dunque quella della Val di Fassa Running, in primis per l’incertezza del risultato finale, quindi per una partecipazione sempre importante, considerando che complessivamente alle cinque tappe hanno preso parte 500 atleti diversi e, dulcis in fundo, di grande orgoglio per la macchina organizzativa visto che dopo la tempesta Vaia di fine ottobre tutti i percorsi già decisi erano inagibili. Si è dovuto aspettare il disgelo primaverile e rimettere in azione tutti i collaboratori tecnici per definire i nuovi tracciati in tempo di record. Cinque tappe su percorsi sempre diversi di edizione in edizione, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla tappa in notturna del martedì, istituita dodici mesi fa per celebrare il ventennale. E il giudizio positivo espresso da tutti i partecipanti nella premiazione finale è stata la migliore gratificazione.
Una gara che è entrata nel cuore di tanti podisti nel contesto paesaggistico della Val di Fassa, in Trentino, nel cuore delle Dolomiti da dieci anni riconosciute come patrimonio dell’umanità Unesco. Un territorio altamente suggestivo con le vette dei suoi Monti Pallidi che di sera durante il tramonto si tingono di rosa e arancione grazie ai raggi del sole, dando vita al fenomeno dell’Enrosadira. Un panorama a 360 gradi dove spiccano le catene montuose del Catinaccio con le Torri del Vajolet, il Latemar, la Marmolada con il Gran Vernel, il Col Rodella, il Lusia e il Passo San Pellegrino.
Nella generale maschile dunque vittoria per Celestin Nihorimbere con il tempo complessivo di 3h33’46”, argento per Simone Peyracchia a soli 2 secondi, bronzo per Moreno Dalmasso della Podistica Buschese con il tempo di 4h45’08. Al femminile Addisalem Belay Tegegn ha impiegato il tempo di 3h58’52”, che rappresenta l’ottavo tempo assoluto della competizione. Piazza d’onore per Eliana Patelli della Recastello Radici Group con il tempo di 4h10’16”, bronzo per Ana Nanu dell’Atletica Rimini Nord con 4h14’18”.
Per quanto riguarda le classifiche di categoria nella AF18-34 vince Addisalem Belay Tegegn, nella BF35-39 Sarah Aimee L’Epee, nella CF40-44 Eliana Patelli, nella df45-49 Ana Nanu, nella EF50-54 Lorena Strozzi, nella FF55-59 Mary Li Perni, nella GF 60-64 Mirella Caracoi, nella HF65-69 Maria Grazia Nardini, nella IF70-74 Graziella Berti. Per quanto riguarda i maschi nella AM18-34 ha vinto Celestin Nihorimbere, nella BM35-39 Khalid Ghallab, nella CM40-44 Moreno Dalmasso, nella Deafm Lorenzo Conterno, nella DM45-49 Achille Faranda, nella EM50-54 Diego Zanoni, nella FM55-59 Claudio Valeri, nella gm60-64 Lorenzo Andreose, nella HM65-59 Giovanni Civillini, nella IM70-74 Sandro Pandolfi, nella LM75+ Giuseppe Parenti e nella ZM17 Antonio Serra.

IL TAPPONE DOLOMITICO

Un finale frizzante per la Val di Fassa Running. A vincere l’ultimo atto sull’Alpe di Lusia è stato il pinetano Stefano Anesi, al via solo nel tappone dolomitico di chiusura, mentre nella generale ha trionfato il burundese Celestin Nihorimbere, quinto sul traguardo in località Le Cune, accumulando un vantaggio complessivo di soli 2 secondi nei confronti di un grintosissimo Simone Peyracchia. Mai in ventuno edizioni e dopo 3 ore e 3 minuti di gara si è deciso tutto sul filo di lana, mentre al femminile la 24enne etiope Addisalem Belay Tegegn ha confermato di essere su un altro pianeta rispetto alle avversarie.
Un’edizione da incorniciare dunque per la Val di Fassa Running, che nell’ultima tappa ha visto la presenza di 500 partenti, che hanno affrontato il tracciato tutto in salita di 11,3 km (dislivello di 1060 metri) con partenza presso la stazione a valle della skiarea Alpe di Lusia e arrivo ai 2210 metri di località Le Cune, in vetta al Lusia. Il tappone dolomitico che come tradizione ha visto in gara parecchi atleti giornalieri, sempre attratti dalla sfida tutta verticale, come appunto il vincitore, ma anche l’intramontabile Don Franco Torresani della Stivo Running Arco, per l’ennesima volta sul podio nell’ultimo atto di questa competizione.
Un percorso che non ha dato tregua ai protagonisti, sia per il dislivello di oltre mille metri sia per il caldo che non ha certo agevolato le performance. Stefano Anesi, specialista della corsa in montagna ha subito messo in mostra di avere più carburante rispetto agli avversari, prendendo la testa della corsa già al primo chilometro, allungando nella salita nel bosco e gestendo il vantaggio nell’ultimo tratto dal rifugio Rezila fino a Le Cune, passando per il rifugio Valbona. Dietro di lui nel tratto all’ombra il fiemmese Gianluca Genuin ha allungato staccando di una ventina di secondi il gruppetto degli inseguitori composto dal cuneese Simone Peyracchia, da Don Franco Torresani che come sempre ha voluto benedire tutti gli atleti poco prima del via, e da Celestin Nihorimbere.
Quando il 26enne africano ha iniziato a dare piccoli segni di cedimento il cuneese Peyracchia è partito all’attacco, sforzando anche più del dovuto in discesa, andando poi a prendere e superare Genuin, seguito dal mai domo Torresani. Tutto si è deciso nell’ultima interminabile salita, tutta esposta al sole. Davanti Stefano Anesi ha proseguito con il suo ritmo chiudendo con il tempo di 1h01’07”, dietro Peyracchia ha dato fondo a tutte le energie, giungendo dopo 45 secondi, seguito da Don Franco Torresani che ha recuperato due posizioni (a 54 secondi), quindi a 1’34” il fiemmese Gianluca Genuin. Il leader Celestin Nihorimbere è giunto imballato dopo 2’04”, ma iscrivendo per la seconda volta il proprio nome nell’albo d’oro di questa competizione seppure per soli due secondi. Ottima prova anche per il cuneese di Busca Moreno Dalmasso, che ha concluso sesto ma è riuscito a scavalcare nella generale il bergamasco Mauro Previtali. Seguono sul traguardo Achille Faranda, Matteo Vecchietti, Mauro Previtali e il primo dei trentini, il fassano Massimo Leonardi (decimo).
In campo femminile altra prova di forza di Addisalem Belay Tegegn, che ha avuto pure il tempo di gustarsi il paesaggio, giungendo sul traguardo con il tempo di 1h08’17”, ovvero la tredicesima prestazione assoluta. Prova tutta all’attacco per la bergamasca Eliana Patelli, che ha concluso con 2’13” di distacco dalla vincitrice ma staccando di oltre 5 minuti la rivale per la medaglia d’argento Ana Nanu. Sul terzo gradino del podio di giornata è giunta la giovane moenese Arianna Pasero, con un ritardo di 3’31” dalla vincitrice, quindi quarta è Viviana Rudasso a 6’45”, quinta Ana Nanu a 7’58”.

LA QUARTA TAPPA

Prove di tappone dolomitico a Soraga nella quarta e penultima prova della Val di Fassa Running, con Celestin Nihorimbere e Addisalem Belay Tegegn che calano il poker, ponendo un serio sigillo sulla vittoria finale della competizione che avrà il suo epilogo domani sulle verticalità dell’Alpe di Lusia. L’esito però della gara maschile non è apparso così scontato, visto che il cuneese Simone Peyracchia, nipote di quel Massimo Galliano che da sempre vanta il numero maggiore di vittorie assolute nella competizione podistica fassana, nella rampa iniziale ha provato a sferrare un importante attacco. Allo scollinamento nei pressi di località Tamion l’alfiere della Polisportiva Valle Varaita era infatti al comando da solo, riuscendo a precedere di una decina di secondi il forte atleta del Burundi, che però nel tratto pianeggiante che portava in località Palua lo ha ripreso, riuscendo poi ad allungare nella discesa finale, complice anche l’ennesima caduta di Peyracchia. Così sul traguardo di Soraga, dopo 10,6 km con 535 metri di dislivello Celestin Nihorimbere è transitato con il tempo di 40’26”, quindi Peyracchia con un ritardo di 12 secondi. Saranno loro a contendersi la vittoria finale nella ventunesima Val di Fassa Running nell’ultimo atto di sola ascesa nella giornata di venerdì. Decisamente più staccati gli altri atleti. Il bergamasco Mauro Previtali è terzo a 2’19” e consolida il suo piazzamento sul podio, quindi seguono Achille Faranda, Khalid Ghallab, Moreno Dalmasso e il primo dei trentini, il fassano Roberto Pasero (settimo).
In campo femminile l’etiope Addisalem Belay Tegegn centra il quarto successo su quattro prove senza dannarsi l’anima ed ora può dormire sonni tranquilli in vista dell’ultimo atto. La rumena con passaporto italiano Ana Nanu ha reagito nel migliore dei modi alla piccola crisi della tappa serale ed ha chiuso con 33 secondi di ritardo dalla Tegegn, ma precedendo di 25 secondi la bergamasca Eliana Patelli, con la quale nel tappone finale si giocheranno la zona medaglia. Quarta posizione poi per la genovese Viviana Rudasso, quindi Elisa Almondo, la roveretana Sara Baroni e la torinese Sarah Aimee L’Epee.

LA TERZA TAPPA

La tappa in notturna, nata dodici mesi fa per celebrare il ventennale della Val di Fassa Running piace. E la testimonianza giunge dal numero di partecipanti, con ben 500 runner al via della frazione di 8,2 km (153 metri di dislivello) con partenza e arrivo a Pozza di Fassa, visto che per l’occasione si sono iscritti una sessantina di appassionati della Val di Fassa, ma anche da altre zone del Trentino.
Terzo atto della Val di Fassa Running che per quanto riguarda la sfida per il successo finale vede però sempre gli stessi protagonisti a combattere per mettere in cascina secondi preziosi. Sul traguardo di Pozza a vincere sono sempre gli stessi, ovvero l’atleta del Burundi Celestin Nihorimbere e l’etiope Addisalem Belay Tegegn, che con la terza vittoria su tre tappe consolidano sempre più la leadership, con l’obiettivo per entrambi di centrare il secondo alloro nella corsa a tappe più partecipata d’Italia.
Celestin Nihorimbere ha concluso gli 8,2 km del tracciato, che prevedeva la partenza da Pozza di Fassa, tagliando le piste Aloch, e Buffaure, quindi transitando per le località Fraine e Pera di Fassa, sul traguardo di Pozza di Fassa con il tempo di 29’51”, anticipando di soli 11 secondi il cuneese Simone Peyracchia, quindi in terza piazza ha concluso lo youtubber Gianmarco Lazzeri a 50 secondi, quarto il bergamasco Mauro Previtali a 1’14”, quindi il fassano Massimo Leonardi a 1’28” e Gianluca Genuin a 1’39”.
Al femminile senza storia anche la terza tappa con Addisalem Belay Tegegn che è transitata sotto il gonfiabile Val di Fassa con il tempo di 33’00, precedendo di 1’38” la bergamasca Eliana Patelli che si è presa la soddisfazione di precedere Ana Nanu, giunta con un ritardo di 2’35”. Ancora quarta Viviana Rudasso del Gruppo Città di Genova, quindi in quinta piazza la torinese Sarah Aimee L’Epee a 4’08”.

LA SECONDA TAPPA

È cambiata la tipologia del percorso, nella seconda tappa della Val di Fassa Running, più nervoso con continui cambi di ritmo rispetto alla prima frazione con sola salita e discesa, ma non sono mutati i protagonisti. A tagliare il traguardo a braccia alzate a Vigo di Fassa, nei pressi della stazione di partenza delle Funivie Catinaccio, dopo aver affrontato 10,70 km con un dislivello di 590 metri, sono stati anche in questa occasione i due compagni di squadra dell’Atletica Brugnera Friulintagli Celestin Nihorimbere e Addisalem Belay Tegegn, che consolidano ulteriormente la leadership della generale. Non variano nemmeno le piazze d’onore con il grintoso cuneese Simone Peyracchia, che non ha la minima intenzione di arrendersi, e con la veterana Ana Nanu, che ha sofferto più del previsto la tappa nervosa nel giorno del suo compleanno.
Una frazione impegnativa, dunque, quella che ha animato la seconda giornata di gare alla Val di Fassa Running, la competizione podistica più partecipata d’Italia. Ma anche la tappa probabilmente più spettacolare, in cui l’atleta del Burundi Celestin Nihorimbere non ha fatto il vuoto come pensava. Anzi, nei primi chilometri Simone Peyracchia della Podistica Valle Varaita non lo ha mollato di un centimetro. Purtroppo però alla fine della seconda discesa in una curva a gomito è scivolato a terra rimendiando un po’ di fastidiosi graffi, e soprattutto perdendo tempo prezioso nel rialzarsi e nel recuperare la concentrazione. Negli ultimi chilometri ha provato a rifarsi sotto, ma Celestin era imprendibile. Così il forte portacolori africano dell’Atletica Brugnera ha tagliato il traguardo con il tempo di 41’22”, precedendo di soli 16 secondi Simone Peyracchia, mentre decisamente più staccato, in terza piazza a 2’26”, è giunto il bergamasco Mauro Previtali, che ha avuto le energie per sprintare sul traguardo con il tunisimo del Gruppo Città di Genova Khalid Ghallab, giunti con l’identico tempo. Quinta piazza a 2’31” dal vincitore per il cuneese Moreno Dalmasso, quindi a 3’47” il primo dei trentini, il fassano Massimo Leonardi. Dietro di lui Achille Faranda, Marco Maderna, Diego Zanoni ed Enrico Stivanello.
Straordinaria la prova dell’etiope Addisalem Belay Tegegn, che non sembra soffrire sui tracciati della Val di Fassa. Anche nella seconda tappa ha concluso senza patemi d’animo i 10,7 km del percorso, facendo registrare fra l’altro un tempo decisamente interessante: solo 46’34”, ovvero la nona prestazione assoluta di giornata. L’esperta romagnola di San Mauro Pascoli Ana Nanu ha faticato più del previsto nella frazione andata in scena nel giorno del suo compleanno, denunciando un ritardo di 2’44” dalla vincitrice, ma le gambe non giravano. Chi ha fatto registrare una buona prova è poi stata la bergamasca di Gazzaniga Eliana Patelli, ancora sul terzo gradino del podio a 21 secondi dalla Nanu. Più staccate hanno terminato la genovese Viviana Rudasso, la veronese Elisa Almondo, la roveretana Sara Baroni e la torinese Sarah Aimee L’Epee.

LA PRIMA TAPPA

Pronostici rispettati nella prima tappa della Val di Fassa Running, la competizione podistica più partecipata d’Italia con oltre 450 appassionati provenienti da tutta la penisola e anche da alcune nazioni straniere. Sul traguardo di Canazei, dopo aver affrontato 8,5 km con un dislivello 525 metri di dislivello, a tagliare per i primi il traguardo sono stati i due africani tesserati per l’Atletica Brugnera Friulintagli Celestin Nihorimbere (vincitore dell’edizione 2017) e Addisalem Belay Tegegn, che si impose dodici mesi fa.
Una frazione impegnativa, con partenza da Canazei e poi subito una salita graduale ma con pendenza impegnativa, che ha portato in località Mortic. È su questo primo tratto che ha preso forma la classifica, soprattutto per quanto riguarda la posizione di vertice. Nei primi due chilometri Celestin Nihorimbere ha infatti subito imposto il proprio ritmo, seguito dal bergamasco Marco Piazzalunga e dal cuneese Simone Peyracchia. Al gran premio della montagna in località Mortic l’atleta del Burundi è transitato con una ventina di secondi di vantaggio su Piazzalunga e una trentina su Peyracchia. Nella discesa l’africano è riuscito ad incrementare ancora il vantaggio, giungendo sul traguardo di Canazei con il tempo di 38’55”, mentre Peyracchia che ha poi guadagnato la piazza d’onore, facendo registrare un gap finale di 41 secondi, mentre Piazzalunga ha sofferto in discesa, perdendo addirittura 5 posizioni e chiudendo sesto. Il terzo gradino del podio è del trentino di Cles Davide Iachelini, che ha recuperato nella seconda parte, chiudendo con un distacco di 2’43”, ma che non prenderà parte alle altre prove della Val di Fassa Running. Seguono in quarta piazza il piemontese Moreno Dalmasso a 3’07”, quindi l’astigiano Achille Faranda a 3’13”, Piazzalunga a 3’16”, il tunisino con passaporto genovese Khalid Ghallab, il bergamasco Mauro Previtali, quindi i due atleti di casa Massimo Leonardi e Roberto Pasero.
Padrona dal primo all’ultimo chilometro anche l’etiope Addisalem Belay Tegegn, che non si è mai dovuta preoccupare delle avversarie. Ha così concluso gli 8,5 km del percorso con il tempo di 44’35”, staccando di 1’57” la rumena con passaporto italiano Ana Nanu, particolarmente in forma in questa stagione considerando la differenza di età con la forte africana. In terza posizione a 3’27” dalla vincitrice ha concluso la bergamasca Eliana Patelli, capace di bruciare negli ultimi chilometri la genovese Viviana Rudasso (9 secondi fra le due), quindi in quinta posizione ha concluso la veronese Elisa Almondo a 5’37”, quindi la trentina Sara Baroni a 7’43” e la torinese Sarah Aimee L’Epee, un’affezionata della Val di Fassa Running.

Comunicazione ufficiale – Interruzione del rapporto di partnership tra Inkospor Italia e il Team Mobilzen-Trek

Inkospor Italia comunica ufficialmente che l’azienda ha interrotto con effetto immediato ogni tipo di collaborazione con la squadra ciclistica Mobilzen-Trek in seguito alla sospensione cautelare di Enrico Zen, che è stata resa nota da Nado Italia nella giornata di ieri. La decisione, da parte di Inkospor Italia, è stata presa in quanto ogni tipo di partnership viene interrotta in seguito a notizie provenienti dall’antidoping. 

Facciamo un in bocca al lupo a Enrico affinché chiarisca velocemente la sua posizione.

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